Fotografia: Consigli per un corretto viraggio

Il viraggio esiste da quando esiste la fotografia, sia che lo si induca con una certa procedura chimica, sia che il tempo si preoccupi di agire al posto nostro su una stampa mal fissata, lavata di fretta o conservata inadeguatamente. Il viraggio, o meglio la possibilità di legare un’immagine ad una colorazione qualsiasi c’è, punto e basta. Non bisogna trascurare alcune precauzioni apparentemente collaterali la cui inosservanza potrebbe portare a spiacevoli insuccessi o a difetti non emendabili:
 Le pinze con cui si maneggiano le copie devono essere tenute separate e usate solo per la bacinella di competenza; il loro scambio può inquinare gravemente e rendere inutilizzabili i bagni.
 Se si opera a mani nude, è opportuno risciacquarle a lungo per evitare che eventuali
tracce di prodotto possano macchiare irrimediabilmente la stampa con spiacevoli
impronte digitali.
 È necessario agitare le copie nei bagni in modo da impedire che alcune zone rimangano insufficientemente trattate. Questo è particolarmente importante quando si scelga di eseguire una sbianca parziale, che comunque deve essere uniforme sulla superficie della copia e non deve presentare dopo la solfurazione striature derivate da agitazione insufficiente o assente oppure delle “isole” in cui il tempo effettivo di trattamento è stato decisamente inferiore a quello prescelto.
 Se si immerge una stampa con l’emulsione rivolta verso il basso, si rischia di bloccare delle bolle d’aria fra la copia e il liquido, impedendo un trattamento corretto; molto più sicuro è procedere con la gelatina rivolta verso l’alto e controllare con scrupolo la totale immersione del foglio.
 In ogni caso le copie devono essere lavate a fondo sotto l’acqua corrente fino alla completa eliminazione del prodotto; con carte politenate bastano pochi minuti, mentre con carte baritate il tempo deve essere necessariamente prolungato. Per sicurezza, in entrambi i casi si può indicare una permanenza doppia rispetto a quella necessaria per constatare a vista l’eliminazione del velo giallastro tipico dei bagni di sbianca.
 Anche se non previsto dalle istruzioni ufficiali, può essere utile ma non indispensabile pensare di introdurre un bagno intermedio all’1% di acido cloridrico nel quale immergere le copie per pochi secondi al fine di eliminare eventuali tracce di sublimato, che potrebbero opacizzare la superficie delle stampe; in seguito, dopo il consueto lavaggio, si può procedere alla solfurazione.
 Se si desidera controllare meglio il processo si può diluire il concentrato da due a quattro volte rispetto allo standard e, secondo la teoria, si dovrebbero ottenere delle tonalità seppia più calde. Quando l’immagine è completamente riapparsa si può procedere all’ultimo lavaggio in acqua corrente e poi alla essicazione come di consueto.

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